Amedeo MODIGLIANI

(Livorno, 1884 – Parigi, 1920)

Inquieto pittore e scultore tardo romantico, estremo "erede e liquidatore" della tradizione ottocentesca, cresce nel ghetto ebreo di Livorno, dove studia con un allievo di Fattori. Completa poi la sua formazione alle scuole di Belle Arti di Firenze e Venezia.

Nel 1906 si trasferisce a Parigi, proprio nel periodo in cui nascono il Fauvismo e il Cubismo, da cui è influenzato, così come da Toulouse-Lautrec e da Van Gogh, ma soprattutto da Cézanne, dal quale riprende la composizione per grandi masse cromatiche.

Nel 1909 scopre la scultura africana, insieme con lo scultore rumeno Brancusi suo amico, che gli ispira il culto della forma pura e chiusa.

Esegue alcune teste in pietra (1912) e disegna una serie di cariatidi (1913-14).

Attraverso questa esperienza, determinante per la sua pittura dopo il 1914, individua la funzione costruttiva e la forza espressiva della linea.

I temi dei suoi quadri insistono quasi esclusivamente su nudi di modelle e ritratti, caratterizzati entrambi dagli ovali allungati del viso e dagli occhi vuoti, che lo rendono universalmente conosciuto.

I nudi sono costruiti per ampie zone di colore ed è la linea del contorno a trattenere all’interno di esse la luce.

I suoi dipinti, per le figure allungate, le forme semplici e piatte e la linea sinuosa, rimandano quasi alla classicità del primo Rinascimento di Botticelli.

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