Marcel DUCHAMP

(Blainville, 1887 - Neuilly-sur-Seine, 1968)

Fratello dello scultore Duchamp-Villon e fratellastro del pittore Villon, nei primi dipinti (1908-1912) studia a fondo con spirito critico Cézanne e i Fauves.

La sua ricerca è più affine al Futurismo.

Nel Nudo che scende le scale, n° 2 (1912, Filadelfia, Museum of Art) le posizioni del movimento di una figura che scende le scale sono collegate in un complesso ritmo sovrapposto.

Nel 1915 inizia a lavorare a un’opera astratta, lasciata incompiuta nel 1923, che segna il suo abbandono della pittura, La mariée mise à nu par ses célibataires, même (Grande vetro) (Filadelfia, Museum of Art).

L’opera comprende un insieme di elementi grafici su lastre di vetro e metallo ed è ricca di simbologie inconsce ed alchemiche.

Il suo significato è difficilmente decifrabile, ma può essere considerata una globale, ironica contestazione, sia della pittura, sia più in generale dell’esistenza umana.

Fin dal 1913 propone come opere d’arte oggetti già pronti, i ready-made, quali uno scolabottiglie o un orinatoio rovesciato, rifiutato quest’ultimo dalla Society of Indipendent Artists.

Esempio di arte cinetica è invece la famosa ruota di bicicletta montata su uno sgabello, (New York, Museum of Modern Art, terza versione del 1951), il cui originale del 1913 è andato perduto.

Artista concettuale, per cui all’opera d’arte deve sostituirsi il puro atto estetico, negli anni Venti realizza fotografie sperimentali e cortometraggi surrealisti.

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