Giorgio DE CHIRICO

(Vòlos, Grecia, 1888 - Roma, 1978)

Nato in Grecia da genitori italiani, studia ad Atene e a Monaco (1906) dove scopre la pittura romantica e decadente di Bocklin e Klinger.

Nel 1911 a Parigi conosce i poeti Valéry e Apollinaire, ma non aderisce alle avanguardie artistiche, verso le quali mantiene sempre un atteggiamento distaccato e polemico.

Alla ricerca di un suo linguaggio autonomo, dal 1912 rappresenta, in una prospettiva poco realistica, architetture che delimitano uno spazio immobile e misterioso.

Nel 1916 a Ferrara conosce il pittore futurista Carrà. Con lui elabora la teorizzazione della pittura metafisica, di cui in seguito si dichiara ideatore già dagli anni di Parigi.

Il tema del manichino, ispirato probabilmente dal personaggio di un dramma del fratello A. Savinio (Chants de la mi mort, 1914) può essere interpretato come simbolo dell’uomo-automa contemporaneo.

Dal 1918 collabora con la rivista "Valori plastici", che auspica un ritorno alle origini della pittura italiana. Con gli artisti del gruppo, espone nel 1921 a Berlino e a Firenze nel 1925.

Sempre nel 1925 partecipa a Parigi alla prima mostra del movimento surrealista, sul quale esercita una notevole influenza, pur non appartenendo ad esso.

Nelle sue opere successive sono presenti richiami archeologici e barocchi, virtuosismo tecnico e rispetto della tradizione.

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